Johannes Inderst & Raffaele Fasiello: DIARIES OF LIFE

Johannes Inderst, dalla serie Fauna, 2010_01

ERÖFFNUNG: Freitag, 19. Juni um 20 Uhr / INAUGURAZIONE-EVENTO: Venerdì 19 Giugno, ore 20.00 Special guests: Alpenländische Jodler
KURATOR / A CURA DI
: Federico Mazzonelli

Die Ausstellung ist auch am Samstag, 20. Juni von 16.00 bis 19.00 zugänglich / La mostra sarà visitabile anche sabato 20 Giugno, dalle 16.00 alle 19.00.

Zwei Positionen aktueller Fotokunst. Ein Dialog zwischen Nord und Süd der Halbinsel. Johannes Inderst Arbeiten könnten als Stillleben umschrieben werden, jene von Raffaele Fasiello als Momentaufnahmen.
Doch beide Positionen lassen sich nicht in Genres Festlegen. Sie brechen Grenzen und treffen die Betrachter/innen dort, wo sie es am wenigstens erwarten: Mitten im Leben.
Johannes Inderst arbeitet immer wieder in Zyklen. Zeigte er bei KunstMeran/MeranoArte 2008 die Werkreihe “werdende Wahrzeichen” in dem Bäume wie Denkmäler der Erinnerung inszeniert und fotografische umgesetzt wurden, werden in Lana Fotos von Dioramen eines aufgelassenen Faunamuseums erstmals gezeigt. Der Tierpräparator Ratschiller in Burgstall schuf über viele Jahre sein ganz privates Museum in dem er heimische Fauna in Dioramen einbaute und somit Naturräume künstlich inszenierte. Inderst begleitete diese Arbeit über mehrere Jahre und schuf die großformatige Werkreihe “Fauna”. Diese fotografischen Arbeiten können somit als eine Abbildung der Abbildung der Abbildung von Natur gelesen werden. Es sind stille Momentaufnahmen einer Welt in der der Tod voll von Leben scheint und die Zeit eingefroren.
Die Recherche von Raffaele Fasiello entwickelt sich wie eine ununterbrochene visuelle Erzählung, die zwar in unterscheidbaren fotographischen Zyklen organisiert, aber dennoch von den dargestellten Subjekten und der Präsenz von autobiographischen Elementen charakterisiert, ist. Weit entfernt von der Idee einer sozialen Studie, scheint Fasiello eher an einer Arbeit interessiert zu sein, die sich essenziell auf die Erinnerung konzentriert. Einerseits scheint es, dass er sich in seiner Arbeit – in Anschluss an die Erfahrungen von Nan Goldin und Wolfgang Tillmans der 90iger Jahre – annähert an die Poesie des Körpers, die Identität des Marginalen, einer Fotographie als persönliches Tagebuch, im Sinne einer „nackten Wahrheit“, die aus seinen Bildern spricht. Es geht nicht rein darum, dass es sich um „starke“ Bilder handelt, sondern vielmehr um das was sich in ihnen zu bewegen und zu verbrauchen scheint.
Johannes Inderst (Meran, 1967) ist Fotokünstler und Lehrer. Er präsentierte seine Werke in diversen Einzel- und Gruppenausstellungen, unter anderem in der Galerie Prisma Bozen, im Kunstraum Mitterhofer Innichen, bei Kunst Meran, im Messner Mountain Museum, in der Galerie FotoForum Bozen und in der Festung Franzenfesten. Er lebt in Meran und arbeitet in Bozen.
Raffele Fasiello (Lecce, 1984) studierte elektronische Musik und Fotographie. Er zeigte seine Werke in diversen Einzel- und Gruppenausstellungen, unter anderem im Studio d’arte Caronte, Rom, Ex Mercato Civico Osilo, Sassari, auf der Kunstmesse KunStart Bozen, im UnloadArtProject Trient. Er lebt und arbeitet in Rom.

 

Due fotografi contemporanei, un dialogo tra nord e sud. I Lavori di Johannes Inderst ripensano il motivo della natura morta, i soggetti di Raffele Fasiello colgono le impressioni di un momento. Entrambe le posizioni non rientrano in un genere definito, trascendono i confini della sensazione, invitando lo spettatore in dimensioni inaspettate, al centro della vita.
Johannes Inderst realizza cicli di opere spesso dedicate a tematiche particolari. Nel 2008 ha presentato la mostra Simboli in divenire a Merano Arte, con scatti che avevano a oggetto una serie di alberi ritratti come “monumenti della memoria”. Alla Kunsthalle Eurocenter Lana espone in anteprima una nuova serie, scatti dedicati ai diorami che appartengono a una sorta di museo faunistico abbandonato. Ratschiller, un imbalsamatore attivo a Postal, attraverso un lavoro sviluppatosi nel corso di cinque anni, realizzò un museo privato, attraverso il quale mise in scena in diorami (ovvero ambientazioni in scala) alcuni esemplari imbalsamati della fauna locale, allestendo delle stanze private consacrate alla natura. Le immagini di Inderst ci appaiono come scenari in cui l’oggetto della rappresentazione è protagonista inconsueto. I lavori in mostra sono istantanee silenziose di un mondo in cui la morte appare colma di vita e il tempo si ferma, cristallizzato nell’istante fotografico.
La ricerca di Raffaele Fasiello si sviluppa come una narrazione visiva ininterrotta, che pur organizzandosi in cicli fotografici distinti, è caratterizzata da una forte personalizzazione dei soggetti scelti e dalla presenza costante dell’elemento autobiografico. Lontanissimo da un’idea della fotografia come indagine sociale, Fasiello sembra piuttosto interessato a un lavoro basato essenzialmente sulla memoria. Se da un lato il suo lavoro sembra rifarsi alle poetiche del corpo, dell’identità e della marginalità, dunque della fotografia pensata come diario personale, con un rimando immediato alle esperienze degli anni Novanta come quelle di Nan Goldin o di Wolfgang Tillmans, dall’altro il suo sguardo porta in sé un senso di “verità nuda. Non si tratta semplicemente di immagini “forti”, della radicale messa in comune della sfera privata che in esse si attua, ma di ciò che dietro ad esse sembra muoversi e consumarsi.
Johannes Inderst (Merano, 1967) è fotografo e insegnante. Ha esposto alla Galleria Prisma di Bolzano, alla Kunstraum Mitterhofer di San Candido, a Merano Arte, al Messner Mountainmuseum, alla Galleria FotoForum di Bolzano e a Fortezza. Vive a Merano e lavora a Bolzano
Raffele Fasiello (Lecce, 1984) ha studiato musica elettronica e fotografia, vive a Roma dall’età di 19 anni. Ha esposto presso lo Studio d’arte Caronte di Roma, l’Ex Mercato Civico di Osilo, Sassari, alla Fiera KunStart di Bolzano, allo spazio UnloadArtProject di Trento. Vive e lavora a Roma.

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